Certe passioni non nascono per caso: si radicano nell’infanzia, si nutrono di curiosità e finiscono per diventare una vera e propria ragione di vita. È il caso di Charlotte Coletti, disc jockey bolognese classe 1967, il cui legame viscerale con la musica da discoteca affonda le radici nella prima adolescenza.
A soli tredici anni, quando l’età rendeva ancora impossibile varcare la soglia dei club degli anni ’70, Charlotte ha iniziato a cercare i suoi primi dischi. Un percorso di ricerca e dedizione che, decennio dopo decennio, l’ha spinta a viaggiare per il mondo, spedendo a casa vinili da ogni angolo del pianeta, e a trasformare un amore giovanile in un archivio e in un sapere enciclopedico.
Dagli USA alle radici del fenomeno clubbing
Con l’arrivo degli anni Duemila, la passione di Charlotte si è evoluta in un vero e proprio studio accademico e filologico. La sua indagine spazia dalle origini del fenomeno discoteca negli Stati Uniti nel 1969 fino al 1987, anno simbolo della chiusura del leggendario Paradise Garage di New York e della fine di un’era aurea.
Oggi, la sua collezione vanta oltre 14.000 vinili originali, e la sua competenza la rende una delle voci più autorevoli in Italia sul clubbing statunitense, con una particolare e profonda specializzazione nel periodo d’oro compreso tra il 1974 e il 1978.
La devozione per Larry Levan e lo stile iconoclasta
Pilastro fondamentale della sua identità artistica è il mito di Larry Levan, leggendario DJ afroamericano da cui Charlotte ha mutuato non solo il repertorio, ma soprattutto l’approccio alla console.
Nel panorama dei DJ set, Charlotte Coletti si definisce senza esitazioni una disc jockey iconoclasta. Pur conoscendo e padroneggiando la tecnica comune, sceglie di collocarsi altrove: la sua cifra stilistica predilige l’emozione pura, la sintonia istantanea con ciò che accade sulla pista e la libertà dell’istinto nella programmazione musicale, rifiutando i dogmi di una tecnica rigida considerata “adolescenziale” rispetto alla maturità di un’espressione guidata dal vissuto e dall’anima.
Come recita uno dei suoi motti più emblematici:
«Il gioco delle emozioni va oltre.»
Una filosofia che riporta la musica al suo centro originario: un ponte invisibile tra le persone, capace di unire passato e presente attraverso la magia del vinile.
Se volete potete seguirla anche sul suo account Tik Tok @charlottecoletti
Giorgia Bertelli

