Castel San Pietro celebra l’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza riaffermando il suo impegno contro ogni forma di discriminazione. Bologna, che già nel 1257 si era distinta attraverso il Liber Paradisus, dimostrando, ancora una volta, di essere il luogo ideale per promuovere valori universali come la libertà e l’uguaglianza. All’epoca, il Podestà Bonaccorso da Soresina proclamò dalla Torre dell’Arengo i nomi degli schiavi liberati, scrivendo una pagina fondamentale nella storia dell’emancipazione. Oggi, con lo stesso spirito, la città torna al centro del dibattito sui diritti. Il Lions Club Castel San Pietro Terme, in collaborazione con UNICEF e ECCAR, si fa promotore di una nuova stagione di consapevolezza. La presidente regionale di UNICEF e il presidente di ECCAR, insieme al bolognese Benedetto Zacchiroli, hanno sottolineato come sia nelle città che si può costruire il vero cambiamento. “Bologna parte dagli ultimi – come accadde nel 1257 – e rimuove le barriere: dalle tasse scolastiche per i giovani meno abbienti, fino alle discriminazioni più subdole,” ha dichiarato Zacchiroli. Le discriminazioni attuali sono ben note: disparità tra uomo e donna, marginalizzazione delle diversità culturali e sociali, fino a stereotipi ancora radicati persino nella tecnologia, dove l’intelligenza artificiale viene spesso percepita come “femminile” e i robot come “maschili”. In questo contesto, Bologna ha lanciato una serie di boot camp durante l’estate, rivolti ai giovani tra i 20 e i 30 anni provenienti da tutto il mondo. Obiettivo? Formare una nuova generazione di leader consapevoli e pronti ad abbattere le barriere della discriminazione. L’evento ha visto una partecipazione attenta e calorosa, con frequenti applausi a sottolineare l’urgenza di affrontare il tema delle discriminazioni in ogni loro forma. Il messaggio di figure come don Tonino Bello, che invitava a partire dagli ultimi per costruire una società più giusta, risuona ancora forte nelle iniziative bolognesi. Bologna, quindi, non è solo il palcoscenico di una celebrazione, ma un simbolo di ciò che una città può fare per promuovere l’uguaglianza. E oggi, come ieri, questa città dimostra che il cambiamento parte sempre dalla volontà di dare voce a chi non ne ha.
Giorgia Bertelli

